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I tassi di interesse sui prestiti sono ai minimi storici

Continua la ripresa del mercato creditizio in Italia

Il consueto rapporto mensile elaborato nel mese di ottobre dall'Associazione Bancaria Italiana conferma sostanzialmente la ripresa del mercato creditizio in atto ormai da mesi. A sospingere con particolare vigore la richiesta di prestiti sono soprattutto i tassi di interesse ai minimi storici, effetto abbastanza chiaro del Quantitative Easing portato avanti dalla Banca Centrale Europea su preciso input di Mario Draghi. Una politica di cui si sta giovando l'economia reale, dopo la stretta creditizia che ha caratterizzato gli anni della crisi economica.

A giovarsi della ripresa ormai evidente del settore creditizio è anche il mercato immobiliare, anche se in maniera meno evidente del resto d'Europa. Le banche, infatti, hanno ripreso ad erogare mutui, pur mantenendo un atteggiamento di prudenza. Nel mese di agosto, che è l'oggetto del report di ABI, la crescita di questo tipo di finanziamento si è attestata ad un notevole +2,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando peraltro già la situazione aveva dato prova di notevoli miglioramenti. La continua discesa del tasso medio gravante sui mutui destinati all'acquisto di immobili ha portato al 2,11% il dato di agosto, rispetto al 5,72 che si registrava nello stesso mese del 2007.

Anche altri studi, elaborati nello stesso lasso di tempo, hanno confermato come la continua discesa dei tassi di interesse stia trainando il mercato immobiliare continentale. L'Italia, però, si gioverebbe meno degli altri Paesi di questo particolare momento del comparto creditizio. Secondo gli analisti infatti, sul Belpaese continuerebbero a gravare una serie di fattori come il regime fiscale troppo oppressivo, la disoccupazione, in particolare quella giovanile, e un settore creditizio ancora troppo ripiegato su sé stesso.

Va però sottolineato come molti analisti ritengano ormai imminente un vero e proprio boom del mercato immobiliare, che dovrebbe essere evidente soprattutto nel settore alberghiero. Anche il settore residenziale è atteso a sua volta ad una performance di rilievo nel 2018, con una crescita che dovrebbe assestarsi poco sotto il 7%, giovandosi anche di spazi di crescita nel co-working, nella locazione di immobili residenziali e nei servizi. Soprattutto Milano e Roma continueranno a fare la parte del leone in un settore che comunque, nonostante il crollo degli ultimi anni, dal 2000 in poi ha fatto registrare in Italia un crescita di circa venti punti percentuali superiori a quella media europea.

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Ultimo aggiornamento:martedì, 22 ottobre 2019